Amazzonia

Amazzonia, polmone del mondo

L’immensa e suggestiva foresta amazzonica ricopre circa il 65% del territorio brasiliano, toccando anche parte della Colombia, Perù, Venezuela, Ecuador, Bolivia, Guyana, Suriname e Guyana francese, per un totale di 7 milioni di km². Per tale ragione quest’area naturale viene paragonata ad un polmone terreste.
In Amazzonia vivono circa 20 milioni di persone, tra cui 200.000 di origine indigena.
Qui vi scorre anche il Rio delle Amazzoni, il fiume più lungo del mondo, che nasce dalla cordigliera delle Ande, e si estende per ben 6.937 chilometri. Tra le specie ittiche più popolari ci sono i famigerati piranha, la cui dentatura è in grado di tranciare di netto e con un solo morso un boccone di carne consistente.
Oltre ai pesci, l’intera foresta ospita circa 60.000 specie di piante, 1.000 specie di uccelli e oltre 300 specie di mammiferi.
Così come denuncia il WWF, ogni anno perdiamo oltre 1 milione e mezzo di ettari di Amazzonia. Senza questa immensa foresta e senza il respiro dei suoi alberi non sarebbe possibile la vita sulla Terra. Si tratta di un vero e proprio polmone verde del pianeta, ma un’incessante deforestazione e il bracconaggio perpetrato ai danni delle specie che la popolano, minacciano la sopravvivenza stessa di questo prezioso ecosistema.
Va comunque sottolineato che la causa principale della distruzione della foresta amazzonica è l’allevamento bovino. Si è stimato che l’Amazzonia conservi tra 80 e 120 miliardi di tonnellate di carbonio. Se queste riserve di carbonio venissero distrutte, si emetterebbero in atmosfera una quantità di gas serra pari a cinquanta volte quelle prodotte dagli Stati Uniti in un anno.