Tecnica dell'Attore
Non è semplice per un attore alle prime armi saper sentire è maturare ciò che recita. L'impresa viene facilitata quando si ha la fortuna di incontrare un regista in grado di aiutare l'attore a sentirsi a suo agio, in modo da esprimere il meglio di se stesso. Purtroppo i giovani registi, soprattutto quelli improvvisati (e ce ne sono molti in Italia), non sono sempre all'altezza di facilitare questa sorta di collaborazione. In ogni caso l'attore non deve fare tutto di testa sua, esagerando con lo spontaneismo o con l'improvvisazione, ma deve attenersi a ciò che viene esplicitamente richiesto dal copione e dal regista. A volte egli deve cambiare e trasformare il proprio comportamento, attuando un processo creativo che permetta all'attore di conoscere la realtà. È lui stesso perciò che rielabora in tutto e per tutto il suo comportamento, insomma ne fa una revisione in modo da ottenere la sua conoscenza. In questo processo però, l'attore non perde, a differenza di come si potrebbe pensare, la sua personalità che deve sempre emergere e renderlo ricco nella sua unicità. Di fronte alla macchina da presa, l'attore deve essere lui stesso, persona viva, integra e non come qualche cosa di meccanico che sostituisce il suo essere uomo. Occorre incarnare il personaggio che deve proporre, senza però lasciarsi distruggere o negare.
E' l'attore che deve riuscire a dominare e a tenere sotto controllo i mezzi creativi nell'arte del montaggio e della recitazione; se non ci riesce viene travolto e sottomesso perdendo la sua autenticità e mettendo in pericolo il valore e la ricchezza della sua personalità.
Possiamo allora dedurre che un buon attore deve essere in grado di trasformare, consciamente, il proprio comportamento con quello della parte del personaggio da interpretare in modo da dare allo spettatore una visione organica, ricca, completa e soprattutto realisticamente espressiva. E' facile a dirsi ma difficile metterlo in pratica.
E' giunto il momento di chiarire la differenza tra la recitazione teatrale e quella cinematografica. Innanzitutto bisogna tener presente un fattore molto importante: nel teatro l'attore recita di fronte ad un pubblico; nel cinema invece esiste una distanza psicologica tra attore e spettatore. L'attore in teatro deve affrontare il contrasto esistente fra il momento stesso della teatralizzazione e la sua volontà di mantenerla sul piano realistico. Nel cinema è praticamente impossibile mantenere la teatralizzazione della forma poiché vi sono continui movimenti della macchina da presa, senza i quali non si potrebbe effettuare il montaggio della recitazione. Tolto quindi il problema della teatralizzazione, che possiamo considerare tipico del teatro, l'attore cinematografico deve raggiungere con successo la forma realistica, che si conquista soltanto con una grande abilità e talento. Possiamo dire che certe espressioni sono effettivamente dense e ricche di realismo, quando hanno profondità, forza intima, complessità, ricchezza e precisione che le caratterizzano e che perciò le distinguono. Devono sembrare vere e reali queste forme delle quali si deve cogliere l'estrema e profonda complessità. Durante la recitazione, che deve essere il più possibile naturale e perciò sentita e giudicata tale, l'attore non vive, effettivamente, la situazione del suo personaggio; ciò però non si deve vedere pubblicamente, nel senso che se l'attore è davvero bravo, deve riuscire a impressionare lo spettatore ed il pubblico facendo sentire e cogliere il vero e la realtà. L'attore non può ripetere e recitare soltanto, ma deve far si che la situazione del personaggio che lui interpreta, sia vissuta prima di tutto da lui stesso; non può infatti ridurre il suo mestiere e la sua arte, facendone una meccanica abitudine di studio, di lettura, di ripetizione del copione. Non è certo piacevole vedere un attore cinematografico recitare con gesti freddi, stereotipati, che non sente. Deve incarnarsi e impersonificarsi nella sua parte in modo naturale; infatti non c'è nulla di più sgradevole e allo stesso tempo ridicolo, di un attore che recita la stessa naturalezza. Ci sono poi degli aspetti di grande importanza legati alla tecnica dell'attore che sono: la voce, il gesto e il trucco.
Sono questi dei punti che l'attore deve sfruttare ed evidenziare in modo da mostrare con evidenza accentuata quella che è la sua raggiunta e maturata professionalità.
Unicità, originalità e realismo sono connotazioni che l'attore deve mostrare nella sua opera, che deve essere giudicata e valutata anche rispetto a tali peculiarità. Il gesto, come del resto anche la voce, devono essere particolari tanto da permettere al pubblico il riconoscimento stesso dell'attore. Inconfondibili sono, ad esempio, la gestualità e il modo di parlare di Alberto Sordi, che, in svariati personaggi, riusciva sempre a far intravedere. Al telefono o, come invece accade in teatro o nei doppiaggi, al cinema, faccia a faccia, la voce è davvero un importante biglietto da visita: averla chiara, bella, senza inflessioni dialettali o particolari, aiuta senz'altro anche nel lavoro. Esistono corsi di dizione ed esercizi per migliorarla e renderla correttamente impostata, con un timbro gradevole. Chiaramente è molto difficile per noi essere consapevoli e coscienti delle caratteristiche dei suoni che noi stessi emettiamo; è infatti faticoso riuscire a capire quali sono gli elementi da valorizzare e quali sono invece quelli da cambiare e modificare. Un metodo molto buono, da provare, è l'ascoltarsi per mezzo di un registratore. L'importanza assoluta è del contenuto, prima di tutto, ed anche del tono. È per mezzo di questo infatti che, come hanno detto molti studiosi e psicologi in particolare, che si cattura l'attenzione di coloro che ci sono attorno e che ci ascoltano. Certe parole devono essere poi sottolineate con la variazione, adeguata e opposta del ritmo, evitando così cadenze noiose e monotone, che possono essere tolte anche facendo buon uso di pause e relativi silenzi che rafforzano certe espressioni ed esposizioni. Dobbiamo
inoltre tener presente che la nostra voce cambia anche secondo gli stati d'animo presenti e si modifica anche in base all'interlocutore che ci troviamo davanti. Si tratta, in effetti, di un meccanismo complesso e tipico di ogni essere umano questa variazione di toni, di timbro e di intensità. Basta pensare ad una persona arrabbiata e ad una bisognosa. Inutile dire che si tratta di due persone che hanno contrastanti stati d'animo ai quali la stessa voce reagirà in modo diverso. Sicuramente, possiamo dire che colui che chiede e che implora il bisogno dell'altro, avrà una voce non rabbiosa, cattiva, ma petulante, timida ed incerta. Colui che è invece nell'impeto della rabbia, avrà una voce molto forte, pungente e gelida. È questo un meccanismo automatico della voce che le permette di variare e cambiare in rapporto alle varie situazioni psichiche ed anche fisiche. La voce passa e trasmette quindi le informazioni, le impressioni, le più profonde ed intime emozioni, rivela i sentimenti e mostra le sensazioni. Molti sono coloro che vogliono modificare la loro voce e che si rivolgono ad uno specialista. Si tratta maggiormente di persone che svolgono per lavoro relazioni pubbliche; sono politici, cattedratici e tanti altri che devono parlare ad una platea. Cambiare a seconda delle esigenze la propria voce, non è facile, difatti molte volte si preferisce sfruttare certe particolari voci evidenziandone i difetti. Sono molti i personaggi famosi, soprattutto gli attori, che hanno avuto maggiori consensi anche grazie ad una voce che come un biglietto da visita si fa distinguere e conoscere.
Gesto, trucco e voce non possono che intensificare quello che è lo sforzo dell'attore di rendere la sua recitazione il più possibile vera, viva ed efficace.