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Le Raccomandazioni
In tutti i campi del mondo del lavoro esistono le raccomandazioni. Sono sempre esistite ed esisteranno sempre. Nel campo dello spettacolo questo fenomeno risulta più colorato e vivace. Prima di tutto va ribadito che la preparazione artistica, insieme al talento sono fondamentali: anche se due attori fossero raccomandati, quello più preparato artisticamente potrà avere una carriera più lunga. Anche Alessandro Pellegrini, titolare della TNA la pensa così:<<Verifico ogni giorno che l'attore/attrice "vero" (intendo non raccomandato) sopravvive più a lungo>>. E se un attore non è per niente raccomandato? La strada sarà ancora più in saluta, ma ogni tanto, qualche discesa si trova sempre e a quanto pare qualcuno è anche pronto a testimoniarlo:<<Mai stato raccomandato né fatto compromessi che abbiano alterato la mia dignità. Se il mio può essere un esempio, vuol dire che si può>> precisa orgogliosamente l'attore e regista Giulio Base.
Se si pensa ai pochi film che vengono prodotti in Italia ogni anno, il numero degli aspiranti attori è spaventosamente eccessivo. Come se ogni mattina una persona qualsiasi si svegliasse pensando di diventare attore. Approfittando della scia di questa smania sorgono ogni giorno agenzie specializzate nella vendita di illusioni. Un casting director o un aiuto regista, quando deve incominciare un nuovo film, diventerebbe matto se corresse dietro a tutte le richieste degli aspiranti attori. Per fortuna esistono ancora delle agenzie artistiche serie che propongono solo ed esclusivamente attori professionalmente validi.
Attenzione però: se da una parte tanti si improvvisano attori, da un'altra ce ne sono al tre tanto validi e seri. Non tutti però trovano lo spazio per lavorare. Ogni film ha un numero limitato di ruoli disponibili. Ed ecco che si rafforzano tutte le cause e le scuse per le raccomandazioni e i compromessi. Ma come può difendersi un attore da tutto ciò e allo stesso tempo emergere? Il consiglio di Pino Pellegrino, casting director, è molto chiaro:<<La raccomandazione è sempre frutto di un compromesso, una mano lava l'altra! L'umiltà, la conoscenza della propria capacità, la non invadenza, restare con i piedi sulla terra, un sano equilibrio, essere se stessi, sapere che tutto così come nasce può svanire, capire che non si è mai arrivati, queste sono le carte vincenti per emergere>>.
Anche qui, come nella politica, ci sono dei cosiddetti “gruppi”. Ovviamente non sono dei gruppi ben definiti, ma è una maniera per cercare di identificare e catalogare le varie opportunità, anzi scorciatoie di inserimento nel mondo dello spettacolo. Ad esempio il gruppo della fiction è costituito da quegli attori che gravitano intorno agli ambienti televisivi, cercando di arruffianarsi i vari dirigenti responsabili delle fiction. In un famoso bar di Roma, nei pressi di viale Mazzini, si può notare un viavai di attori e soprattutto attrici che incontrano direttori di rete o i responsabili fiction. Quasi sempre le attrici, o meglio le attricette più spregiudicate, riescono a farla franca. Molte giovani protagoniste di fiction, a volte sempre le stesse, lavorano anche grazie a questa sporca trafila. Inoltre quante volte vi sarete chiesti:<<Ah! Questo attore lo vedo su tutte le fiction…>>. Chissà perché? Dovete sapere che determinati attori (non tutti ovviamente), anche se non possiedono le “qualità” delle ragazze avvenenti, sono astuti al punto di farsi bene i conti: presentano le colleghe aspiranti attrici, quelle con meno scrupoli ovviamente, a i soliti dirigenti e in cambio riescono a lavorare.
Nel cinema invece di gruppi, si può parlare di livelli. Il primo è quello del produttore, il secondo è quello del regista e il terzo è quello dell'aiuto regista.
L'amante del produttore, anche se scarsa nella recitazione, prenderà quasi sempre il posto dell'attrice più brava che però preferisce tenere alta la propria dignità. Il regista è aiutato, oltre che dal ruolo che riveste, anche dal nome (quando si tratta di registi famosi). E qui c'è poco da spiegare, potete immaginare da soli come possano andare le cose. Persino alcuni registi anziani si danno da fare in questo senso.
Ci sono poi le raccomandazioni che, come si usa dire, “provengono dall'alto”. Si tratta di solito di conoscenze politiche.
Per ciò che riguarda i cosiddetti “figli d'arte”, il discorso delle raccomandazioni, tranne alcuni casi, è più che scontato.
Per concludere l'argomento non resta che ricordare a tutti gli aspiranti attori, che la forza e la determinazione sono fondamentali in questo mestiere, soprattutto per cercare di affrontare, e magari vincere, questa aspra battaglia.
Ricordiamo comunque che in Italia ci sono anche dei bravissimi attori che lavorano per il semplice fatto che funzionano, nel senso che oltre a saper recitare, piacciono molto al grande pubblico. Quando però ne vediamo molti altri completamente incapaci, anche famosissimi, che lavorano a tutto spiano, non meravigliamoci più di tanto.
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